AL CONDOMINIO

A Verona “Al Condominio” l’Human Centric Restaurant: tutti pazzi per la #DigitalDetox!
Il lusso di stare a tavola senza tecnologia.
Concept, Design e buona Cucina. La designer Margherita Marfo e lo chef Michele Zanichelli ci raccontano questa bella avventura.

“Non solo una bottiglia di buon vino a chi rinuncia all’uso del cellulare durante il pasto, ma un vero e proprio nuovo format studiato per ritrovare i veri valori della convivialità ed il pacere di stare a tavola. Non solo l’opzione “tech free” e la cassetta della posta, ma un vero e proprio concept, dalle recensioni scritte con carta e penna stilografica ai piatti che richiamano il nome dei classici personaggi di ogni condominio. Nasce così una nuova tendenza che nelle ultime settimana ha attirato i media di tutto il Mondo”.

Tutti parlano di voi.  “Il format ormai penso che lo conoscano tutti. Quello che ci ha colpito è che concept, ambienti e cucina sembrano cuciti alla perfezione…”. Com’è nata questa audace scelta di stile?

“È nata dalla volontà di creare un ambiente che non fosse soltanto bello esteticamente, ma incitasse anche curiosità ed interazione. Qui, i telefoni e le notifiche sono messi da parte, dando spazio a conversazioni autentiche e connessioni umane. Ogni dettaglio è stato pensato per suscitare lo stupore e l’attenzione dei commensali, trasformando l’atmosfera in potenziale fonte di chiacchiere e argomento di conversazione”, racconta la designer Margherita Marfo.

Le è stato fatto qualche commento particolarmente interessante ed originale sullo stile unico del suo locale?

“Ogni giorno qualche ospite si meraviglia compiaciuto della difficoltà nell’identificare la città in cui è ambientato Al Condominio. È come se ogni angolo del locale racchiudesse un’essenza cosmopolita che potrebbe appartenere a New York, Milano, Londra o a qualsiasi altra grande metropoli. E questo mi fa molto piacere perché è un tributo al suo gusto internazionale, che rispecchia perfettamente la diversità e le origini dei tipici abitanti di un condominio”.

Qual è stata la sfida maggiore nell’ideazione di questo design?

“Sicuramente l’aspetto più complesso, ma anche il più stimolante, è stato riuscire a creare armonia ed equilibrio rispetto a questo connubio di stili differenti, garantendo, allo stesso tempo, un’atmosfera accogliente e rilassante per i nostri ospiti”.

Quando sceglie di effettuare un restyling o creare un nuovo design, da dove parte?

“Il punto di partenza è sempre il messaggio che il cliente vuole trasmettere. Qui, il concept giocoso del condominio è al centro di tutto, dal naming dei piatti alla personalità dello staff, fino all’arredamento stesso. Ogni dettaglio è pensato per raccontare una storia ironica ed originale, per creare un’esperienza che va ben oltre il semplice mangiare e bere”.

E da magiare e bere passiamo la palla allo chef Michele Zanichelli. Ogni piatto vive nella tradizione italiana e mixa gusti e sapori da Nord a Sud con piatti che prendono il nome da ironici stereotipi tipici e onnipresenti di ciascun condominio, ma c’è anche un gusto internazionale…

“Ho coltivato sin dall’infanzia una passione per la cucina, osservando mamma Rosaria replicare le ricette della sua tradizione campana. Dopo essermi diplomato alla scuola alberghiera, ho iniziato da subito la mia formazione presso rinomati ristoranti, affinando così le mie abilità culinarie. Ogni luogo visitato e ogni chef incontrato, hanno contribuito a plasmare la mia visione di cucina, che si basa sul mescolare sapori tradizionali con influenze contemporanee ed esotiche, creando piatti unici”.

Come nasce l’idea di aprire un ristorante di questo tipo?

“All’eta di 24 anni ho aperto il mio primo locale a Verona e dopo quattro il mio primo ristorante, in cui cerco di condividere la mia passione per il cibo con gli altri.

“Al Condominio”, un ristorante nato dall’idea di quattro amici che hanno deciso di creare un luogo che incentivi la socializzazione; in cui si possa ritrovare la bellezza dello stare a tavola in compagnia.

“Al Condominio” si sviluppa all’interno di un palazzo residenziale in pieno centro storico; da questo abbiamo preso spunto e iniziato a sviluppare la nostra idea di format, che si basa e si sviluppa in chiave ironica su possibili personaggi che vivono all’interno del condominio stesso”.

Ciò si riflette non solo nel design, ma anche nella cucina

“Infatti, consultando il nostro menù, si può notare come ogni piatto prenda il nome dalle figure dei condomini, come ad esempio il Giardiniere un tortellone ripieno di ragù di cortile, che rispecchia a pieno la nostra tradizione veronese o le Comari, uno spaghettone che riprende sapori orientali grazie all’utilizzo della radice del wasabi fino ad arrivare alla Betonega un secondo piatto di carne a base di maiale che si rifà alla cultura ispanica”.

Dunque una cucina in cui si fonde tradizione locale con gusto internazionale, puntando sulla creatività e sull’innovazione?

“E non solo, ma anche dando massima importanza alla qualità delle materie prime e alla loro lavorazione. I miei compagni in cucina sono il  Manutentore, il Giardiniere e l’Idraulico gli chef che danno vita ai piatti della tradizione italiana rivisitati in chiave moderna e che gli stessi ospiti possono vedere all’opera grazie alla cucina a vista. Abbiamo aperto le porte del nostro “condominio” il 21 marzo 2024 e in breve tempo abbiamo riscontrato grande approvazione dai nostri commensali, molti dei quali provenienti da regioni limitrofe solo per condividere con noi la loro esperienza. La Matta, la Vecia di sotto, l’Amministratore e tutti gli altri condomini vi aspettano per condividere con voi quest’esperienza conviviale e unica nel suo genere”.

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