ATTILIO CAPUANO

Cioccolato e buon umore, binomio indissolubile.

Cioccolato e buon umore, binomio indissolubile. Come indissolubile è nell’immaginario collettivo il legame tra il brand Pernigotti e la storia del nostro Paese. Un marchio che nonostante le difficoltà ha saputo reagire ad anni di crisi e, anche grazie a un efficace piano di ristrutturazione aziendale voluto dal nuovo management, tornare a essere estremamente competitivo.

A raccontarci di questa “rinascita” è l’amministratore delegato Attilio Capuano, in Pernigotti da due anni e già a capo di Walcor, altra gloriosa azienda dolciaria. Manager brillante, Capuano ha alle spalle oltre trent’anni di esperienza, avendo lavorato tra gli altri in Johnson & Johnson, W.L. Gore and associates, e in colossi come Ferrero e Lavazza.

Come fa un brand a continuare a emozionare nel tempo il proprio pubblico?

“Applicando una vecchia formula, il sapiente dosaggio di innovazione e tradizione”, ammette Capuano. “Pernigotti è un marchio storico (fondato nel 1860, ndr) e va gestito con coerenza. Soltanto la coerenza ci ha permesso di mantenere intatte rispettabilità e credibilità nell’azione di aggiornamento di un marchio così iconico. Il prodotto è quello che non cambia e ti lega alla continuità, riuscendo a mantenere tutte le sue caratteristiche salienti”.

Qual è il cliente tipo di Pernigotti?

“I dati ufficiali parlano chiaro e ci dicono che con il nostro ritorno alla grande distribuzione i clienti hanno dimostrato una forte fidelizzazione. Il “cliente storico” è un cliente adulto, di fascia medio alta, selettivo, curioso ed esigente. Adesso, con il rinnovamento in atto, vogliamo aprirci anche a una clientela più giovane”.

Qual è oggi l’elemento distintivo che caratterizza il brand Pernigotti?

“Si mescola al concetto di identità, altro elemento fondamentale. Pernigotti è un’azienda che fa parte della storia italiana. L’Italia moderna e Pernigotti hanno la stessa età, alla fine dell’800 fornivamo la Real Casa”.

Il rinnovamento imposto dal nuovo corso ha grande rispetto di un così glorioso passato e il dottor Capuano lo sa molto bene. “Penso a tutta la storia che lega Pernigotti al territorio e ai suoi consumatori. Purtroppo a un certo punto è sprofondata negli abissi. Come nuovo management siamo entrati in azienda in punta di piedi, con grande attenzione: l’ufficio del cavalier Pernigotti è chiuso a chiave, è quasi una sorta di museo. Oggi noi abbiamo il dovere e la consapevolezza di innovare in un’ottica 5.0, portando avanti l’identità aziendale nel rispetto della tradizione”.

Quanto è importante riuscire a mantenere inalterata nel tempo la propria identità?

“È fondamentale direi, soprattutto perché parliamo di un’azienda italiana. Pernigotti così come Walcor è registrata ed è parte dell’Associazione dei Marchi Storici il cui sito recita: “Patrimonio inestimabile e leva strategica del nostro paese”. Dobbiamo lottare per fare in modo che l’unicità venga riconosciuta anche in un mondo globale che cambia. Si tratta di un patrimonio inestimabile da utilizzare come leva per uno sviluppo internazionale. Vogliamo valorizzare il passato guardando al futuro con occhio aperto. L’apertura al mercato estero è un progetto affascinante, perché proietta Pernigotti in una dimensione molto più globale: penso alla Cina, al Sud America e al Medio Oriente, dove magari avremo clienti meno fidelizzati ma più aperti”.

Per quale ragione continueremo a scegliere i prodotti Pernigotti in Italia e nel mondo?

“Perché è un’azienda che mette al primo posto la ricerca ossessiva della qualità e, laddove possibile, dell’italianità nelle materie prime e pone grande attenzione – come in passato – ai processi produttivi, attenzione rivolta oggi anche alle necessità e caratteristiche dei paesi nei quali ci stiamo affacciando, andando incontro a un consumatore certamente maturo”.

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