MATTEO GIUNTA

Matteo Giunta, pesarese, classe 1982, ha dedicato e continua a dedicare la sua vita al nuoto.
Atleta prima e ultra apprezzato coach poi, nel 2018 ha ricevuto la Palma d’Oro del CONI, importante
onorificenza con cui vengono insigniti per merito tecnico i preparatori atletici più stimati e riconosciuti.

Matteo Giunta, pesarese, classe 1982, ha dedicato e continua a dedicare la sua vita al nuoto. Atleta prima e ultra apprezzato coach poi, nel 2018 ha ricevuto la Palma d’Oro del CONI, importante onorificenza con cui vengono insigniti per merito tecnico i preparatori atletici più stimati e riconosciuti.

Nel 2013 Matteo inizia ad allenare Federica Pellegrini, la divina. Nel 2021 annunciano il loro fidanzamento e un anno dopo si sposano a Venezia, città del cuore.

Lo scorso gennaio è nata la piccola Matilde: a distanza di un mese Matteo pubblica sul suo profilo Instagram l’immagine di un piedino in primo piano, con mamma Fede in dissolvenza sullo sfondo e la scritta “Non si può spiegare”.

Come è cambiata la vostra vita con l’arrivo della piccola?

Sicuramente è cambiata, anzi, stravolta nel senso positivo del termine, nell’accezione più bella che si può immaginare. La centralità della giornata è su di lei e la mamma. Quello da genitore è un percorso che scopri giorno dopo giorno”, ammette con il sorriso aperto che tutti conosciamo, intriso di una dolcezza nuova.

Con l’intento di poter trasmettere ai giovani la passione per il nuoto, nel 2023 Matteo e Federica hanno dato vita alla Fede Academy, una vera e propria accademia di nuoto con sede a Livigno che può contare su Aquagranda, centro di preparazione olimpica all’avanguardia.

“L’idea è nata dalla volontà  – già maturata anni fa ma dovevamo aspettare che Fede chiudesse la sua carriera agonistica – di poter trasmettere alle nuove generazioni la nostra passione per questo sport. Il tutto ovviamente corredato dalla carriera di Federica e dal mio essere allenatore. È un progetto dedicato ai giovani, perché capiscano quanto il nuoto sia importante e abbiano a disposizione gli strumenti per farlo nel migliore dei modi. Noi mettiamo la nostra esperienza, il nostro amore e tanta professionalità. Poi, mi rifaccio un po’ al discorso di prima: come per fare i genitori, non si nasce imparati, ma si corregge il tiro quotidianamente e quindi noi miglioreremo ancora nel tempo. Anche gli allenatori che ci aiutano in questo progetto non sono stati scelti a caso”.

Un bilancio positivo già alla prima stagione. Un boom di richieste inaspettato per questa seconda ormai alle porte. “La domanda è stata altissima e purtroppo non potremo accontentare tutti: sono state migliaia le domande di partecipazione dall’Italia e dall’estero”, racconta Giunta. “Vogliamo uno standard elevato, non cerchiamo i numeri, ma la qualità. Nonostante abbiamo aumentato il numero di coach, non siamo riusciti a soddisfare tutti. Già dalla terza stagione, anche se non sarà semplice, cercheremo di aumentare il numero dei corsi. Proveremo ad allargare la copertura territoriale, ma in questo momento è Livigno la nostra seconda casa. Anche l’ATP della nostra località del cuore è stata ed è a noi molto vicina”.

L’edizione 2024 è ricca di novità. “Sì, abbiamo istituito il corso Open, per gli atleti ultra diciottenni, affinché possano usufruire di una preparazione ad alto livello, e abbiamo voluto aprirci anche al mondo dei diversamente abili, con problematiche che possono essere di tipo fisico o neuromotorio. Ma comunque, non amo certi distinguo e gli atleti vengono inseriti tutti assieme all’interno di ciascun corso: ogni bambino, ragazzo o adulto ha delle esigenze che partono dal suo atletismo in acqua. Vogliamo far capire anche a chi convive con una difficoltà che può partecipare e vivere lo sport con normalità. Quest’anno siamo felici e orgogliosi di poter dedicare anche 10 borse di studio”.

Come ti accorgi di avere di fronte un potenziale campione?

“Bisogna stare molto attenti. Spesso, quando gli atleti sono molto giovani, si ha a che fare con genitori iper stimolanti, troppo. A volte le loro aspettative sovrastano il mood dei ragazzi. I genitori devono assistere e aiutare, mai diventare tifosi sfegatati e riversare sui figli le proprie attese. Certamente mi accorgo subito quando un ragazzino o una ragazzina sanno stare bene in acqua. Il talento è importante, ma sono altrettanto – se non maggiormente importanti – il sacrificio e il lavoro duro, anche se i veri campioni poi non parlano mai di sacrificio ma di percorso!”.

Cosa si prova a rappresentare l’Italia? Si pensa di più alla gioia o al peso della responsabilità?

“Quando vai in gara con la tuta della nazionale ti senti investito dalla responsabilità di dare lustro al tuo Paese, ma se penso alle mie esperienze parlo soprattutto di gioia e voglia di far bene, senza dubbio”.

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