MAURIZIO TONELLO

Maurizio Tonello, creatore e proprietario del brand Interni d’Insieme,
racconta la grande passione che mette nel raccontare la sua visione d’impresa.

Quello con Maurizio Tonello, creatore e proprietario del brand Interni d’Insieme, è un incontro che lascia il segno, per la grande passione che mette nel raccontare la sua visione d’impresa e nel riavvolgere il suo personale filo dei ricordi.

La famiglia Tonello, grazie a un’importante conoscenza della lavorazione del legno, inizia la sua avventura nel mondo dell’arredamento nel 1956. “I miei genitori sono stati dei pionieri nella produzione di cucine. Abbiamo vissuto momenti bellissimi, altri molto molto duri. Purtroppo quando ci bruciarono la fabbrica, andò tutto letteralmente in fumo. Sono l’unico a essere poi rimasto legato all’attività familiare, non sono mai uscito dal settore dell’arredamento. Sono ripartito da “sottozero”, attraversando anche enormi difficoltà. Sono stato anche in altre aziende e poi mi sono messo in proprio. Negli anni ’90 ho lavorato in Russia, aprendomi al mercato estero. Poi in Croazia, dove abbiamo un’attività. Oggi sono davvero orgoglioso di quello che ho costruito. La storia è qualcosa che nessuno mi può togliere”, dice Maurizio, aprendosi in un sorriso disarmante.

Quali sono gli ingredienti per far diventare il proprio brand leader del mercato?

“È fondamentale non restare ancorati a vecchie abitudini, mettere da parte l’orgoglio, saper cambiare idea. E’ importante saper ascoltare. Io raccolgo i pensieri e le opinioni di tutti, dei clienti come delle persone che lavorano al mio fianco. E poi, bisogna essere perseveranti, anche nei momenti più difficili, si deve credere nelle proprie capacità. Se si decide – come nel nostro caso – di prendere un mercato di nicchia, è necessario offrire un prodotto di lusso. Io ho puntato molto anche sulla qualità del servizio. Non a caso, per il nostro brand, parliamo di luxury experience. I pezzi d’arredo, di design possono essere più o meno belli, più o meno preziosi, ma quello che conta veramente è far vivere un’esperienza di lusso”.

Come si creano e, soprattutto, mantengono solidi rapporti di fiducia con i clienti?

“Coccoliamo il cliente, siamo attenti ai suoi bisogni, lo assistiamo in ogni fase, dalla progettazione alla realizzazione e decorazione degli ambienti, sino alla scelta degli arredi provenienti dai migliori brand italiani. E, se a causa di un qualunque imprevisto, c’è bisogno di un nostro intervento, questo deve avvenire nel minor tempo possibile. Al nostro livello, il cliente non cerca certamente il risparmio, è soprattutto attento al modo di operare. Non sono i prodotti a fare la differenza, ma le modalità di cura e assistenza che offriamo. Noi facciamo la differenza, perché vendiamo un’esperienza esclusiva”.

Tu sostieni che un progetto è ben realizzato quando gusto e benessere coincidono.

“Certo, perché sarebbe troppo facile pensare che mettendo dentro una sedia firmata, il progetto è bello che fatto! Il cliente la casa deve viverla, non guardarla… la casa non è uno showroom. Se la sedia non è comoda oltre che bella o non posizionata nel modo giusto, non c’è armonia. Il benessere nell’arredare una casa dev’essere al primo posto. C’è la tendenza a progettare il bello, ma la comodità dev’essere sullo stesso piano. Il gusto del bello accanto al benessere di vivere la propria abitazione”.

Come si sposano tradizione e innovazione?

“Per la mia età sono un tradizionale! L’innovazione deve aiutare la tradizione a continuare, il contrario è impossibile”.

Un tuo consiglio ai giovani imprenditori. “Io posso soltanto parlare della mia vita, sono un imprenditore anomalo. Ho iniziato in anni complicati, credendo moltissimo in quello che facevo, senza mollare mai. Quindi, credere, credere, credere. Non smettere di conoscere e approfondire. Non mi stanco mai di imparare. Come dicevo, sono un tradizionalista ma non posso perdere di vista l’innovazione. Quando parlo con un cliente mi sento importante perché mi affida la sua casa e quindi la sua vita: devo essere pronto e preparato”.

Prima di salutarci Maurizio Tonello racconta un episodio che dà senso al suo lavoro. “Mesi fa un cliente che non vedevo da venticinque anni è riuscito a rintracciarmi, dopo avermi cercato per mari e per monti. E dopo così tanto tempo da quando mi ero occupato della sua casa, ha voluto che mi dedicassi alla progettazione e all’arredamento di quella di suo figlio. Questo attestato di stima ha un valore enorme, mi ha commosso profondamente”.

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