PAOLO PIGOZZO

Conosciamo Paolo Pigozzo, amministratore delegato
di De Angelis Food dal 2016

Conosciamo Paolo Pigozzo, amministratore delegato di De Angelis Food dal 2016, realtà imprenditoriale che in soli quattro decenni si è trasformata da piccola impresa di provincia ad affermato gruppo che comprende nove aziende. De Angelis food nasce infatti nel 1983 con il nome de “Il Pastaio” e le dimensioni di un laboratorio artigiano, per trasformarsi ed espandersi sino a poter contare su tredici linee produttive e cinquanta tonnellate di pasta al giorno, il tutto accompagnato dalla ricerca costante di nuovi gusti e dalla grande attenzione nel recepire i segnali provenienti sia dal mercato italiano che estero. Gli ultimi acquisti dell’azienda di Villafranca di Verona sono stati il pacchetto di maggioranza del pastificio Regal, il pastificio abruzzese Regal e il cento per cento della veneta Saordelmar, che produce sughi di pesce e piatti pronti a base di baccalà.

Come sono posizionate sul mercato le vostre linee di pasta fresca e pasta ripiena?

“De Angelis propone un ottimo rapporto qualità prezzo, che rende i nostri prodotti accessibili a tutti: consideriamo che il nostro range di prezzo medio è 4,50 – 5 euro al chilo al pubblico, mentre altri brand – leader di mercato – hanno una media di 7 euro al chilo al pubblico”.

In termini di volume e valore, può dirci qual è la vostra produzione annua?

“Parliamo di un volume di circa 20mila tonnellate per oltre cento milioni di euro, dei quali sessantaquattro sono ricavati grazie alla sola pasta ripiena. Il 2023 è stato un anno molto importante dal punto di vista delle acquisizioni e della conquista di nuovi mercati, portandoci a realizzare il 20 per cento in più sull’anno precedente. Non dimentichiamoci quello che ha rappresentato il 2022 per tutti noi: la guerra in Ucraina, le speculazioni da essa derivate su materie prime come uova, semola e farina hanno provocato aumenti folli ed enormi problemi di approvvigionamento, mettendo a dura prova tutto l’ambito”.

Parliamo dei nuovi mercati che siete riusciti a penetrare, ai quali faceva riferimento poco fa.

“Nel 2023 la nostra crescita è avvenuta soprattutto fuori dall’Italia, negli Stati Uniti e in Canada, ma siamo cresciuti molto in Spagna, Gran Bretagna, Germania ma arrivavamo già in tutti i grandi paesi come la Francia, dove si consuma già da anni molta pasta fresca e il mercato – per dimensioni – è simile a quello italiano. Stanno andando molto bene i Balcani e l’Est Europa, dove stiamo entrando grazie ai grandi distributori europei in paesi come Croazia, Serbia, Romania, Repubblica Ceca e Polonia”.

Il mercato della pasta è cambiato? “Assolutamente. Faccio l’esempio del Regno Unito: negli anni ’90 “pasta” era sinonimo di secca fuori frigo o addirittura di piatto precotto. Oggi la tradizione italiana si è fatta conoscere e rispettare e non è più complicato parlare di pasta fresca all’estero, non soltanto per la presenza dei nostri connazionali ma anche perché gli stranieri hanno imparato ad apprezzarla”.

Quali i prodotti preferiti nella grande distribuzione?

“I tortellini della linea classica, sino a qualche tempo fa, erano i più amati. Oggi c’è sempre più ricerca di specialità, una richiesta di referenze in doppia sfoglia come ravioli, panzerotti, girasoli, margherite, con ripieni più particolari e cremosi. Non a caso, stiamo facendo investimenti ad hoc seguendo questo trend, adeguando gli impianti e i processi produttivi”.

Avete anche una linea fusion, “Dim sum”.

“E’ una linea figlia di un periodo di innovazione dell’azienda, in cui lanciavamo anche referenze senza glutine e vegane e, nei primi mesi del 2020 prima del Covid, abbiamo deciso di entrare anche nel ramo del cibo orientale perché, in quel momento, il cibo etnico era indubbiamente un trend di mercato; nella grande distribuzione il cibo etnico rappresenta ancora una nicchia, ma proporre questa referenza ci ha consentito di acquisire una piccola quota anche in questo mercato e di entrare in altre catene”.

Quali i nuovi trend di consumo che volete intercettare?

“Oltre alla nuova varietà di ravioli Dim-Sum ai gamberi e curry, presentata a Marca 2024, ci stiamo cimentando su una linea di paste ripiene da 125 grammi, quindi in formato monoporzione, linea di piatti pronti gluten free a marchio ai gusti formaggio, bolognese”.

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