VALENTINA BABELE

Incontriamo la dottoressa Valentina Babele, medico estetico, che a Verona ha fondato l’ambulatorio Hanami medicina estetica.

Sempre più spesso si fa ricorso alla medicina estetica per sentirsi maggiormente a proprio agio con il corpo, per aumentare la propria autostima e la propria autopercezione.

Una sorta di domino, in cui si susseguono molteplici conseguenze positive, andando a toccare anche la sfera delle relazioni con gli altri.

Incontriamo la dottoressa Valentina Babele, medico estetico, che a Verona ha fondato l’ambulatorio Hanami medicina estetica.

In cosa consiste il metodo Hanami?

“Il metodo Hanami si basa sulla visione giapponese, secondo la quale ogni gesto è espressione di armonia e bellezza. Per questo motivo i trattamenti che svolgo mirano al raggiungimento di un risultato che sia più naturale possibile e in armonia con le forme.”

Perché un paziente dovrebbe sceglierla?

“Uno dei miei punti di forza è la precisione, inoltre la mia filosofia si basa su una visione estetica naturale che mira a valorizzarsi senza trasfigurarsi”.

Cosa pensa delle complicanze da filler?

“Le complicanze da filler del volto rappresentano sia un problema estetico che funzionale, in quanto possono portare a vere e proprie deformità del viso fino a casi in cui si verificano infiammazioni ricorrenti o parestesie. È importante scegliere scrupolosamente il professionista a cui ci si affida e conoscere i prodotti che utilizza”.

Si può rimediare ad un trattamento sbagliato?

“La medicina estetica a mio avviso è bella perché reversibile.

Nella maggior parte dei casi un’asimmetria può essere corretta, se invece parliamo di trattamento estetico che determina un danno estetico, dipende. Per quanto riguarda i trattamenti di acido ialuronico si può tornare allo stato naturale, e quindi di base, della paziente grazie ad una molecola, la ialuronidasi, che va ad eliminare l’iniezione di acido ialuronico. Parlando di tossina botulinica (botox) è più difficile, ma non impossibile, la fortuna è che quest’ultimo ha un’ emivita di massimo 4 mesi, poi si risolve da sé”.

Qual è stata la soddisfazione più bella che ha avuto nel suo lavoro?

“Sono soddisfatta sempre alla fine del trattamento, quando invito i miei pazienti a guardarsi allo specchio e le reazioni variano da grandi sorrisi di gioia e stupore sino a qualche lacrima, per l’emozione. Ricordo il caso di una giovane donna che si era sottoposta a intervento di rinosettoplastica effettuato da un collega, e che continuava a non amare il suo naso, dopo averla trattata con il rinofiller scoppiò in lacrime perché finalmente aveva raggiunto il risultato desiderato. Ovviamente i due trattamenti citati sono differenti e mirano a risultati diversi, però molto spesso “less is more”.

Cosa preferisce maggiormente del suo lavoro?

“Mi piacciono particolarmente le prime visite, quando avendo di fronte il paziente riesco a studiarne il viso e a fare un’ analisi delle varie sezioni da trattare per donare armonia e benessere al volto. Faccio molta attenzione anche alla qualità della pelle. A me piace rendere nuove le cose e quindi come ricorda il termine “Hanami”, a cui mi sono ispirata, mi piace l’idea che la persona che si rivolge a me sbocci come un fiore nel pieno della sua bellezza”.

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